La telefonata di ieri sera con una mia cara amica, con la quale non ci vediamo molto perché sta ben lontano da me, mi offre almeno due spunti di riflessione:
1) Le persone che frequentiamo dicono tanto di ciò che siamo noi.
2) Il numero dei matrimoni "veri" è sopravvalutato.
Andiamo con ordine:
quasi 10 anni fa lei incontra lui e si iniziano a frequentare.
Dopo un paio di mesi le dice che è sposato.
Lei si dichiara ormai innamorata ed io la sostengo come amica, anche se le ho dato la mia opinione sulle premesse di questa storia.
Continuano a stare insieme e dopo altro tempo lui se ne va di casa e vanno a convivere a molti km di distanza.
Lei lavora con contratti a termine e nemmeno continuativamente, lui idem, e continua a pagare certi "debiti" di cui non so l'origine.
Cinque anni fa nasce la loro bambina.
Tre mesi fa lei (la mamma) rimane senza lavoro.
Ieri sera lei mi dice che ha detto alla moglie della loro relazione (come se non lo sapesse già) e mi dice anche "candidamente" che non sono nemmeno separati...CHE COSAAAAAAAAA???????
Certi film non sono così surreali!
1) Con tutto l'affetto che posso provare per la mia amica, di certo ora si ritrova a raccogliere i frutti delle sue scelte e non posso che rattristarmi per la sua cecità, perché certe situazioni non ti piovono dal cielo e non cominciamo a dare la colpa alla sfortuna o ad un voltafaccia di Dio! Ancora una volta si tratta della responsabilità delle proprie azioni e di circondarsi di persone che hanno i nostri stessi principi e se lei lo ha assecondato, vuol dire che sono simili.
2) Ormai non mi stupisco nemmeno più di quanto le persone tengano di più all'apparenza che alla sotanza delle cose, ed anche ai tornaconti economici, però in ordine inverso. Quando dico che ben oltre la metà dei matrimoni che stanno in piedi sono fittizi, mi si dice che esagero, ma ogni volta continuo ad accumulare esempi del contrario. E pensare che ci sono convivenze molto più solide e serie di tanti matrimoni, eppure non hanno nessun diritto per uno Stato cieco di fronte alla realtà e pauroso solo per impedire ciò che naturalmente si è contituito, legato ad un'idea di famiglia che non esiste più e che forse non è mai esistita.
Quello che mi chiedo è: che cosa scriverà LUI nell'imminente censimento a proposito dello stato di famiglia?