GIULIO CESARE GIACOBBE - COME DIVENTARE BELLA RICCA E STRONZA

sabato 26 marzo 2011

Ero molto incuriosita da tempo da questo libro, ma, devo dire che tra i numerosi manuali su autostima e voglia di riscatto, questo non è certo il migliore, tuttavia offre spunti interessanti visti da un uomo e certo non è un parere da poco. In effetti alla base di tutto ci sono gli istinti che regolano le nostre vite e allora perché non sfruttarli per ottenere ciò che vogliamo? L'importante è sapere ciò che si vuole e che cosa siamo disposti a fare per ottenerlo.

L'innamoramento non dura perché rischia di svelarsi per quello che è. La proiezione del proprio bisogno di un genitore su un'altra persona che normalmente non solo non ne è all'altezza, ma ne è addirittura del tutto all'oscuro. L'innamoramento non deve essere confuso con l'amore. L'innamoramento è bisogno di amore, non capacità di amare.

L'accettazione incondizionata e assoluta dell'altro. Il donarsi all'altro. Il desiderio della sua felicità. Che diventa anche la nostra. Questo è l'amore. Nient'altro lo è. Tutti gli altri sono amori finti. Come l'innamoramento. Che non vuole la felicità dell'altro, ma la propria.

L'innamorato è la persona più debole dell'universo, perché la sua felicità dipende dalla presenza e dalla disponibilità della persona amata.

Per gli uomini la bellezza di una donna consiste nella sua capacità di seduzione.

E' tutta questione di confezione e di presentazione. E quindi di testa. Quindi, in definitiva, la bellezza è una questione di suggestione. Ciò significa autoimmagine. Se tu ti vedi bella anche gli altri ti vedono bella.

E come mai non capite che anche a noi uomini piace più la donna intrigante della donna bellissima?

Per gli uomini la bellezza di una donna non sta nel suo corpo, ma nel come essa lo muove.

L'autoimmagine si costruisce con la ripetizione cosciente di un'immagine o di un modello concettuale con il quale ci si identifica.

La seduzione non è un abito di stoffa. E' un abito mentale.

Il modo migliore per diventare stronza è prendere tanti calci nel sedere da avere una gran voglia di renderli.

Molti demandano il problema della propria felicità agli altri e pretendono che siano gli altri a risolverglielo. Questo genera sofferenza il loro che non risolvono il problema, e negli altri che non sono in grado di risolverglielo e vengono per questo da loro colpevolizzati.

Se tu stai bene con te stessa perché hai la stima e l'amore di te stessa, tu sei felice in qualsiasi situazione ti godi qualsiasi cosa.

Sono le vittorie che riporti giornalmente sulla solitudine, sulla povertà, sulla fame, sulla fatica, sulla sconfitta, sulla delusione, sull'ingiuria, sul disprezzo, sulla sofferenza. Sono la tua resistenza alle difficoltà. Sono il tuo coraggio nell'affrontarle.

11 commenti:

ASSOLUTAMENTE ha detto...

concordo; alcuni punti sono condivisibili, altri un po'... sciocchi.

ME on 27 agosto 2011 16:02 ha detto...

Altri libri suoi sono riusciti meglio.
Che cosa trovi sciocco?

ASSOLUTAMENTE ha detto...

si, forse l'aggettivo "sciocco" è stato dettato più dalla fretta di scrivere... io ad esempio non condivido questo punto "La proiezione del proprio bisogno di un genitore su un'altra persona che normalmente non solo non ne è all'altezza, ma ne è addirittura del tutto all'oscuro." perchè io non ho bisogno di un genitore ma di una compagna per condividere un cammino (il genitore ha una funzione ben diversa)...
L'altro punto è la bellezza di una donna da parte degli uomini... io non condivido; certo, anche l'occhio vuole la sua parte ma...
IL resto è un buon spunto per riflettere.

ME on 27 agosto 2011 20:29 ha detto...

Era a proposito della differenza tra innamoramento e amore di cui parlava, perché spesso si confondono e invece sono ben diversi: il primo è la fase immatura, in cui si vede nell'altro una guida, un genitore, mentre è solo nell'amore che si trova il giusto rapporto tra due adulti.
Poi cmq sono frasi estrapolate da un contesto.
Così come per la bellezza, vuole dire che è relativa, che gli ideali non sono uguali per tutti (e meno male) e che quello in cui crediamo si riflette anche nel fisico.
per esempio se penso di essere brutta cammino con le spalle curve, evito gli sguardi, sono più insicura, mi trascuro, perché tanto sono brutta, etc. Spesso le donne si fanno questi problemi (sempre riferendosi a modelli impartiti) invece l'autostima è una grande forza e fa bene anche al corpo oltre che alla mente, e di conseguenza diventiamo belle agli occhi degli altri.
Tu non hai idea di quante volte stavo davvero male dentro, ma mi sono imposta di reagire, di sorridere e la gente intorno che mi diceva quanto stessi bene...ed io mi sentivo morire. Però mi ha aiutato ad uscirne.
A te è mai capitato?

ASSOLUTAMENTE ha detto...

"Poi cmq sono frasi estrapolate da un contesto" e questo il più delle volte riesce a cambiare il risultato...
a questo proposito a me danno fastidio (ma non è il caso di questo post!) quando per litigare tirano fuori pezzi di frase detti in giorni diversi che in quel contesto avevano un significato quasi opposto...
A me è capitato in un momento buio dove il malessere alla fine si autoalimentava e peggiorava; poi ho reagito perchè ho capito che nessuno se non me stesso avrebbe pensato a me o potuto risolvere la mia situazione... alla fine ho capito che non avevo nulla di meno rispetto a chi mi stava attorno.

ME on 28 agosto 2011 10:24 ha detto...

Cerco di evitare il rancore di situazioni precedenti, lo trovo inutile e dannoso. Se ho un problema cerco di sviscerarlo e risolverlo, una volta fatto ciò metto tutto in archivio e non ci penso più, anche se a volte certe ferite ci mettono un po' di più a guarire.
In effetti spesso non ci rendiamo conto di quanto possiamo essere forti, ma quando troviamo il modo di uscirne cresciamo un po' ;)
(bello questo tuo pensiero intimo)

ASSOLUTAMENTE ha detto...

Grazie :-*
a me invece è piaciuto questo
"una volta fatto ciò metto tutto in archivio e non ci penso più"; io penso che una volta discussa una posizione rimane quella, almeno fino a che non la risidiscute. non tollero i cambiamenti a seconda del vento se prima non si parla. Una volta che in una discussione si è decisi che il rosso è il rosso non accetto che domani mattina ti svegli e litighi perchè il mio rosso è diventato il tuo blù... mmmmm, sono ermetico??

ME on 28 agosto 2011 15:37 ha detto...

Sei criptico più che ermetico, ma capisco lo stesso. Credo che la questione "sia sviscerabile" finché si vuole, ma poi va posto un limite altrimenti non se ne esce :)

ASSOLUTAMENTE ha detto...

mmmmmmmmmm... non ho capito
XD
(alla turbotubby)

ME on 28 agosto 2011 16:21 ha detto...

Nel senso che si può discutere del problema anche a lungo, ma bisogna porre un limite sennò se ne parla all'infinito senza arrivare a niente.

ASSOLUTAMENTE ha detto...

beh, più che porre un limite penso sia più giusto arrivare ad un incontro, una mediazione, riesco a spiegarmi? però una volta raggiunti certi punti non si deve tornare indietro altrimenti è inutile.

 

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