LAVORO

giovedì 4 novembre 2010

"Sbagliando si impara" dice un proverbio, ed in questo periodo sto sbagliando molto, ma sto anche cercando di stare più attenta, perciò metto in pratica l'antica saggezza.
Il mio tesoro mi ha detto che è un bene che sbagli, e più sono grandi gli errori più imparo e più divento brava. Lo amo anche per questo.
Addirittura la persona che dovrà pagare per il mio sbaglio mi ha detto un'altra frase molto vera:
CHI NON LAVORA NON SBAGLIA.

DUBBI

Sono una persona che fa molta autocritica e questo mi porta a pensare di aver fatto qualcosa di male nei confronti di qualcuno se questi magari per un po' non si fa sentire. E pensare che tanti mi definiscono poco umile. Beh, non mi conoscono affatto.
Ieri sera è stato bello passare qualche ora a fare chiacchiere "da donne" a sfogliare cataloghi più o meno kitch e a farsi due risate di cuore.
Mi sei mancata L. e voglio abbracciarti più spesso.

FAVOLE MODERNE

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino.
Quel sovrano avrebbe potuto ucciderlo, ma fu mosso a compassione dalla gioia di vivere giovanile di Artù. Così gli offrì la libertà, a patto che egli avesse risposto ad un quesito molto difficile…
Artù avrebbe avuto a disposizione un anno per trovare la risposta, e se dopo un anno ancora non ne avesse avuta una, sarebbe stato ucciso. Il quesito era: "Cosa vogliono veramente le donne?".
Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche i più saggi fra gli uomini, e per il giovane Artù sembrava proprio una sfida impossibile.
Comunque, dato che in ogni caso era meglio della morte, Artù accettò la proposta del sovrano di trovare una risposta entro un anno, e dunque fece ritorno al suo regno. Una volta giunto, egli iniziò a interrogare tutti: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte.…
Per farla breve, parlò praticamente con chiunque, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare la vecchia strega, in quanto solo lei avrebbe potuto conoscere la risposta... ma il prezzo sarebbe stato sicuramente caro, dato che la strega era famosa in tutto il regno per i compensi esorbitanti che chiedeva per i suoi consulti.
Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, allorquando Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega. Essa accettò di rispondere alla domanda di Artù, ma solo a patto che egli avesse accettato di accordarle la ricompensa da lei richiesta: la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonchè migliore amico di Artù!
Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva... la strega aveva una gobba ad uncino, era terribilmente orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante... si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo... e condannare il suo migliore amico a sobbarcarsi un fardello simile!
Gawain però, non appena seppe della proposta, volle parlare ad Artù...
Gli disse che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita di Artù e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.
Pertanto, il loro matrimonio fu proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita.
Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verita... e che sicuramente a quel punto la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. E così andò. Il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.
Ma che razza di matrimonio che ebbero Gawain e la strega!
Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia... Gawain si comportò come sempre, gentile e cortese. La strega invece sfoderò le sue maniere peggiori... mangiava con le mani, ruttava e petava, e mise tutti a disagio.
Si avvicinava la prima notte di nozze... Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile... alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto... e... che razza di vista che lo attendeva!
Davanti a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase impietrito... non appena ritrovò l'uso della parola, chiese alla strega cosa le fosse accaduto.
La strega rispose che egli era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima... poi, la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.
Che scelta crudele! Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità?
Voi cosa fareste? La scelta di Gawain è distante solo un paio di righe... ma non leggete, finchè non avrete fatto la vostra scelta!
Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa.
Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perche Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!
Qual'è il morale di questa storia?
La morale è che non importa se la tua donna è bella o brutta, se è intelligente o stupida...


… in fondo in fondo è sempre una strega!!!

RECORD

mercoledì 3 novembre 2010

Che soddisfazione correre per un'ora intera e superare i miei record personali.
Anche se ho fatto solo una gara quest'anno, devo dire che sono soddisfatta dei miei risultati, soprattutto se penso che fino ad un anno e mezzo fa non mi muovevo affatto.
Certo ho preso 3-4 chiletti, ma probabilmente di muscoli (ed ero davvero troppo magra prima) e poi mi sento e mi vedo più sodina, gli addominali cominciano a vedersi e mi sento bene moralmente, perché produco più endorfine.
Qualcuno dice che sono matta, ma non mi sembra di essere particolarmente esagerata o fissata, anzi, penso che potrei fare di più, ma voglio affrontare l'inverno con calma e con costanza, in modo da non perdere il fiato e la continuità che ho trovato.
IO MI VOGLIO BENE.

PERIODI

sabato 23 ottobre 2010

E' un periodo un po' particolare questo:

- sul lavoro mi sto inserendo bene, anche se soffro un po' il fatto di essere l'ultima arrivata, però mi rendo conto che ho la stima di tante persone e mi fa stare bene.

- il mio cuore ha trovato la serenità che cercava, ma ora è la continuità e la costanza che cerca, vabbè, tanto sono una persona paziente.

- sto continuando a fare sport, tra i miei mille impegni e mi fa stare bene, soprattutto perché finché non fa freddissimo voglio stare il più possibile all'aria aperta.

- sono circondata da tante persone che mi vogliono bene ed anche questo è importante per sentirmi a posto.

- i problemi che ho avuto il mese scorso non ci sono e via via andrà sempre meglio, anche se dovrò lottare, ma la fatica non mi spaventa.

LEI

Oggi è una giornata speciale per LEI, ed anche da qui le mando il mio augurio più sentito, perché anche io la

LOVVVO ABBESTIAAAAA


:)

STRESS (BLANDO)

Sono nervosetta in questi giorni, non riesco a rilassarmi molto, anche ora avrei sonno, ma mi si irrigidiscono i muscoli. Ho anche la pancia gonfia e forse mi farebbe bene andare un po' a correre, ora che è spuntato anche il sole (a tratti).

Stasera ho un invito a cena a cui non mi va tanto di andare, soprattutto per questo disagio fisico, però bisogna mantere un po' di rapporti sociali, soprattutto con gente  con cui ci sono poche occasioni di vedersi e vanno prese al volo.


Uffa...

INCREDIBILE MA VERO

domenica 17 ottobre 2010

Per quanto mi comporti in maniera onesta, chiara e diretta, c'è sempre qualcuno che fa finta di non capire e di far apparire me come quella che si è comportata male.


A parte il fatto che se ho qualcosa da dire una persona glielo dico in faccia o perlomeno a voce, farlo con una email lo trovo da VIGLIACCHI.


A parte il fatto che se qualcuno ritiene mi sia comportata male me lo può dire tranquillamente, ma forse vorrebbe dire affrontare un altro punto di vista e questo tanti non lo accettano, perché conoscono una sola verità: la LORO.


A parte il fatto che se qualcuno ha qualcosa da rimporverarmi me lo dice sul momento, o qualche giorno dopo, ma di certo non a distanza di mesi, quando hanno di nuovo bisogno di me.


A parte tutto questo che rimane?


Niente che mi faccia importare qualcosa dell'ennesimo sms (ancora robbba virtuale), perché se abbiamo delle questioni in sospeso non mi piace far finta di niente e questo l'avevo già detto in precedenza.


Pertanto, caro A., mi dispiace, ma anche tu verrai falciato inesorabilmente e declassato sull'altro lato della lavagna, perché, parliamoci chiaro, nessuno ha detto che dobbiamo sopportarci, ed io posso benissimo fare a meno della tua figura nella mia vita.

SARA

domenica 10 ottobre 2010

Non so chi sia Cecilia, l'autrice del brano riportato qui sotto, ma concordo sul fatto che di tutta la vicenda orribile accaduta a Sara Scazzi, come sempre, si sia considerato solo la retorica, la distinzione tra vittima e carnefice, senza andare in profondità.

Mi rendo conto sempre di più che considerare altri punti di vista sia sempre più difficile e ormai considerato "strano".


Brano di Cecilia trovato su internet:

Sarah è morta, è morta a 16 anni. E’ stato lo zio, forse il movente è di tipo sessuale. La cosa non sorprende e non sorprenderà nessuno ovviamente. Perchè non sorprende? Perchè in realtà tutti, ma proprio tutti sanno quello che è il destino di molte donne, o forse sarebbe meglio dire che tutti sono consapevoli dei rischi che comporta essere una donna, non importa l’età.

Sarah Scazzi è morta. E se è vero che la responsabilità penale è personale, è altrettanto vero che risulta abominevole e raccapricciante il fatto che con un’ostentata naturalezza e sfacciato sussiego molti in queste ora stanno sfoggiando i loro presentimenti. L’abominio consiste nel fatto che, sebbene questa società sia perfettamente consapevole della violenza dilagante contro le donne ( soprattutto in famiglia), nessuno fa nulla. Molti diranno: <>. Questa generalmente è la domanda di chi o non ha il coraggio di trovare una soluzione o in realtà non è per nulla preoccupato per il dramma che si consuma giornalmente nelle case: donne picchiate, insultate, maltrattate, stuprate e uccise da mariti/compagni, ex fidanzati, padri, zii, nonni, amici di famiglia, corteggiatori ( che di cavalleresco hanno ben poco).

<> ; <>

Questa domanda non è retorica, ma lo diventa quando l’unica reazione che si riesce ad avere è quella di stracciarsi le vesti e intonare compianti strazianti in favore della vittima, tessendone le lodi e l’innocenza. Si cercano gli aspetti più angelici della vittima cercando di farla apparire più un’icona eterea e poco reale; un’immagine idealizzata e magari poco lontana dalla ciò che quella persona era in effetti.

Sarah, come tutte le donne vittime della violenza maschile ( qualsiasi sia la forma che assume), aveva dei difetti, che noi non conosciamo. Sarah era una ragazza come tante, normale a tutte le sue coetanee; aveva degli idoli che seguiva, amava la musica, cercava di diventare grande il più in fretta possibile ( come capita a quasi tutti a quell’età). Ma era una persona come tante.

Sarah era normale come tutte le vittime di violenza, magari parlava troppo o troppo poco, magari era simpatica, magari no; forse era generosa o forse no.

Il problema è che per esorcizzare socialmente la piaga della violenza sulle donne l’unico rimedio in atto è quello di mitizzare queste figure, quasi a renderle martiri dalle doti soprannaturali e duqnue in questo modo allontanarle dalla quotidianità. Se i personaggi di una storia vengono spogliati della loro umanità l’esorcismo è riuscito: infatti pian piano queste vittime e i loro carnefici abbandonano la vita, abbandonano la dimensione del qui ed ora e diventano una favola di cui si riesce a cogliere l’inizio:

<>.

Questa è una tecnica antica come il mondo, o quanto meno come la cultura europeo-mediterranea, la tragedia greca infatti mettendo in scena problemi reali in contesti immaginari esorcizzava la dinamina tragica della vita vera.

Sarah, come molte donne, diventerà un archetipo mitico che ha ben poco a che fare con la tangibilità del presente.

E fino a quando questa società produrrà miti, fino a quando rinchiuderà la violenza maschile all’interno di una dimensione lontana nello spazio e nel tempo allora non si potrà mai affrontare il problema, perchè la verità è che nessuno andrebbe in cerca della strega di Biancaneve.

Sarah è morta. E non è una favola.

TRADIMENTI

giovedì 7 ottobre 2010

Ci sono persone che non riescono a vivere alla luce, che preferiscono l'oscurità ed i sotterfugi, che sono attratte da chi riesce a farlo, ma non sono all'altezza dello stesso comportamento. Oggi come oggi fregare il prossimo è diventato sinonimo di bravura e di furbizia, in ogni settore, fare ciò che si vuole senza preoccuparsi di chi si calpesta è ormai la regola e questo deriva anche dall'impunità generale che regna.

Impunità morale, sociale e personale. Ormai viviamo in un mondo in cui più grossa la fai più la scampi. Giusto l'altra sera guardando "Le iene" ho visto un servizio su un ex-amministratore di condomini che ha rubato quasi un milione di euro e se ne sta bello bello a fare il vigilante notturno perché ha speso tutto quanto. La mia proposta? In galera, ma ai lavori forzati, cioè non a spese dello Stato con internet a disposizione, ma a pagare il suo debito.

Il problema è che qua pagano i poveri e gli altri fanno la bella vita.

E un operaio guadagna più di un ingegnere.

DESIDERI

mercoledì 22 settembre 2010

Ci siamo.
Il fatidico momento della grande decisione sta arrivando.
Ancora può essere rimandato, ma non per molto, e il tempo passa...
Non è una decisione facile, è una scelta per la vita e per passarla insieme, non lungo un'autostrada.
Il lavoro è il problema principale e non basta dire che si potrà fare "qualunque lavoro che mi permetta di starti accanto" perché non è così, perché certe decisioni vanno ponderate bene ed hanno un peso enorme, anche se fa piacere sentirselo dire.
Purtroppo o per fortuna sono abbastanza razionale da pensare al concreto, invece di farmi trasportare da romanticismi illogici senza capo nè coda.
Vorrei avere una soluzione già pronta, ma, come sempre, dovrò faticare per conquistarmi il mio posto al sole...ed in fondo mi va bene così.

SORELLE

martedì 21 settembre 2010

Ebbene sì mi sono commossa e anche più di una volta, non ho saputo resistere e soprattutto mi ha colto alla sprovvista. Sono tanto felice di vedere un sogno d'amore coronato e poi lei è parte di me, è la persona che mi conosce da sempre, è la persona che avrò accanto per tutta la vita.
A volte vorrei proteggerla, ma spesso è più lei che protegge me, che mi conforta, che mi sostiene sempre in tutto quello che faccio e che è sempre pronta per un abbraccio.
Ora è dall'altra parte del mondo, un altro mondo e vedrà cose da non credere, vivrà come in un sogno, ed io sarò qui ad aspettare il suo ritorno e i suoi racconti, per ritrovarci insieme.

STIEG LARSSON - LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO

domenica 19 settembre 2010


Secondo capitolo e secondo centro nel mio cuore, stavolta per la descrizione più approfondita della splendida Lisbeth assoluta protagonista anche se non sempre in primo piano. Meno giallo del primo capitolo e meno violenze, ma molta più psicologia e riflessione sui giudizi che esprimiamo spesso con troppa superficialità.

Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di responsabilità.

KEN FOLLETT - LE GAZZE LADRE

venerdì 17 settembre 2010

Tiene davvero incollati alle pagine per la fluidità dello scritto e per l'evolversi delle vicende sempre sul filo del rasoio. Belli i personaggi, anche quelli negativi, che lo sono a volte solo per necessità, per essersi trovati dall'altra parte, perché un cattivo ci deve essere, ma poi in fondo anche i buoni non sono poi così buoni, perché portano morte anche loro (dissertazioni sui ruoli degli antagonisti).

La guerra permette alla gente di essere veramente se stessa: i sadici diventano torturatori, gli psicopatici sono ottimi soldati da mandare in prima linea; sia i prepotenti che le vittime hanno la possibilità di giocare il proprio ruolo fino in fondo, e le puttane sono sempre occupate.

MONACHE

mercoledì 8 settembre 2010

Anche con un vestito di seta, una scimmia resta sempre una scimmia.

> Proverbio spagnolo





...aggiungerei che una donna di classe sta bene anche con uno straccio addosso ;)
 

Copyright © 2009 Grunge Girl Blogger Template Designed by Ipietoon Blogger Template
Girl Vector Copyrighted to Dapino Colada