I RISCHI DEL WEB

giovedì 4 agosto 2011

Vicenza/ Si conoscono su Facebook. Lui la ricatta: "Pagami o dico tutto a tuo marito"
Giovedí 04.08.2011 11:50


Si erano conosciuti sulle pagine di Facebook, fra loro era nata una simpatia, poi però lui, Pasquale Mosca, 37 anni residente a Vicenza, ha cominciato a chiedere soldi, con la scusa che se non avesse pagato avrebbe parlato della loro amicizia al marito.
La donna ha pagato molte migliaia di euro in diverse occasioni per comprare il silenzio, ma poi si è rivolta alla polizia facendolo arrestare. È stata la sorella, residente a Padova, a convincerla a denunciare l'uomo che le stava estorcendo del denaro. Alcuni giorni fa uomini della polizia di Padova con i colleghi di Vicenza hanno atteso l'incontro fra i due in via Fermi e poi sono intervenuti.
In mano all'uomo c'erano i mille euro che costituivano l'ultima richiesta estorsiva: è scattato l'arresto in flagranza di reato. Mosca è già stato interrogato dal giudice Stefano Furlani che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.


In effetti, dato l'alto tasso di tradimenti più o meno virtuali ci sarebbe da diventare ricchi! Peccato che il ricatto non sia legale, mentre il tradimento sì.

MA CHI STA MEGLIO DI LORO?

martedì 2 agosto 2011


JEFF LINDSAY - DEXTER IL DEVOTO

domenica 31 luglio 2011

Secondo capitolo della saga di Dexter che si distacca ancora di più dalla serie vista finora in tv, ma diventa ancora più avvincente per il ruolo dei personaggi e le loro vicende. Il tono rimane sempre ironico e "nero" e per questo riesce a fare addirittura sorridere nonostante la crudezza delle descrizioni.

Essere abitudinari non è mai una buona cosa.

Il segreto di una vita felice sta nell'essere fieri delle proprie conquiste e tesi verso nuovi obiettivi.

Quando hai a che fare con persone dalle capacità comunicative piuttosto limitate e prive del desiderio di svilupparle, è sempre meglio passare oltre.

Una faccenda è siporre di informazioni pronte all'uso, un'altra è capirne il significato e riuscire ad usarle.

La pazenza conta più dell'intelligenza.

Non puoi usare la logica per capire gli uomini. Devi avere pazienza, osservare, imparare.

Se non puoi fare qualcosa subito aspetta finché non verrà il momento.

Perché molte donne grasse pensano di star bene con la maglietta sopra l'ombelico?


MARCIO

venerdì 29 luglio 2011

La gente abituata ad essere circondata dal marcio e l'ipocrisia cercherà sempre del marcio e ipocrisia anche la dove non c'è!



Alma Gjini

IL QUADRO GENERALE

giovedì 28 luglio 2011

E' meglio non invidiare il nostro prossimo: potrebbe stare peggio di noi.

Spesso se guardiamo gli altri capita di pensare che vorremmo avere la vita di qualcun altro, e notiamo solo ciò che ci manca (o che pensiamo che ci manchi), mentre perdiamo di vista tutto il resto. Sarebbe meglio non focalizzare l'attenzione su qualcosa in particolare, ma guardare il quadro generale. A volte alcuni aspetti sono nascosti ed allora è bene sapere che non tutto è perfetto come lo vediamo e cercare di essere grati per quello che abbiamo, piuttosto che invidiare gli altri per quello che ci manca.

COMMOZIONE

Vedere la commozione nello sguardo di una persona che ti vuole bene è davvero meraviglioso, e fino ad ora mi ero più spesso trovata dall'altra parte dello sguardo. E' una sensazione mista di protezione, potere e tenerezza mesolate insieme che si spandono nel petto.

Pensavo che trovare una persona generosa come me fosse un miraggio e mi ero quasi rassegnata a svolgere comunque il ruolo che sento mio Quindi la sorpresa è stata ancora più grande ed anche se è vero che i soldi non fanno la felicità ("però aiutano" come dice mio padre), permettono di sentirsi gratificati per il lavoro svolto, per la fatica che arriva ogni sera e ci offrono l'occasione per festeggiare degnamente la vita con una bella cena nel ristorante più bello.

Mi piacciono queste coccole da "ricchi" e penso che le apprezzo molto di più proprio perché non sono frequenti, perché l'abitudine ammazza tutti gli entusiasmi.

VENDETTA?

La miglior vendetta? La felicità. Non c'è niente che faccia più impazzire la gente del vederti felice.



Alda Merini

IDIOTI 1

domenica 24 luglio 2011

Get More:

RECORD

Battuti tutti i miei record precedenti, sia di tempo che di distanza:

8,5 km in 50'

so' troooooppo forteeeeeee

:)))))))))))))


però mi sento un po' stanc.....ronfffffff

PANCAKES DELLA DOMENICA

CHE SCHIFO

venerdì 22 luglio 2011

Fonte: link
Le sottolineature sono mie.

LE SCELTE DEL GOVERNO
Tagli, donne senza assistenza
Chiudono di centri anti-violenza
Le strutture di accoglienza e assistenza per le donne vittime di soprusi, costretti a ridurre o chiudere le proprie attività. Su 58 affiliati se ne contano oltre 40 in difficoltà. Quelle più a rischio sono le case rifugio, dove si nascondono le donne in pericolo di vita. Il ministero delle Pari Opportunità ha fatto piazza pulita

di GIULIA CERINO
ROMA - L'Italia è un Paese per donne? Pare proprio di no. La conferma arriva oggi dopo un anno di richieste, reclami e proteste: uno dopo l'altro chiudono i battenti i Centri Antiviolenza sparsi su tutto il territorio nazionale, soffocati dai debiti per i tagli e per l'assenza di finanziamenti già stanziati, senza alcun intervento da parte delle istituzioni per salvare le strutture esistenti, che da anni sostengono donne e minori in difficoltà.

Spariti diciotto milioni. Ma che fine hanno fatto i 18 milioni di euro previsti dalla precedente finanziaria e destinati al Piano Nazionale contro la violenza di genere? Risponde Alessandra Bagnara, presidente di D. i. Re, 1 Donne in rete contro la violenza Onlus, associazione che raccoglie in un unico progetto 58 associazione di donne che affrontano il tema della violenza maschile secondo l'ottica della differenza di genere. La presidente la domanda l'ha posta direttamente alla ministra Carfagna, con una lettera a lei indirizzata. "Il denaro - spiega - doveva essere redistribuito sul territorio nazionale e gestito dal ministero". Peccato che poi questi soldi si siano persi per strada.

Dove sono finiti quei soldi? Prova a rispondere Simona Lanzoni, Responsabile Progetti per la Fondazione Pangea Onlus 2, che conferma: "I soldi erano stati stanziati dal governo Prodi. Poi, la Carfagna, su suggerimento di Tremonti, li ha spostati. Dove non si sa. L'unica cosa certa è che tre di quei 18 milioni sono finiti sull'edilizia, a favore della ricostruzione de l'Aquila".

Da Nord a Sud. Lo scenario è sempre quello. I centri antiviolenza sono al verde, costretti a ridurre o chiudere le proprie attività. Su 58 affiliati, la D. i. Re ne conta oltre 40 in difficoltà. Quelle più a rischio sono le case rifugio, dove si nascondono le donne in pericolo di vita. Il ministero ha fatto piazza pulita. "A Viterbo il centro Erinna si è visto revocare il suo mandato, rinnovato per tre anni nel 2009, un anno prima della sua conclusione, febbraio 2012, dal presidente della provincia Marcello Meroi, che - pur avendo verificato di persona le condizioni del centro - ha fatto sapere che sarà indetto un bando per permettere anche a altre organizzazioni di partecipare, senza però preoccuparsi né di far concludere il lavoro al servizio già presente sul territorio e senza preoccuparsi del buco che l'utenza avrà nel periodo di transizione, che vedrà spazzato via anni di lavoro e di esperienza sul campo".

Le città più colpite. "A Messina - spiega la Bagnara - le feste e le sottoscrizioni non bastano più a colmare un sistema in cui gli enti locali sono ormai bloccati e non finanziano più niente a nessuno, e dove le donne violentate e maltrattate vengono considerate secondarie rispetto a altri problemi presenti nel territorio". Poi c'è Belluno "dove non esiste una legge per i centri antiviolenza e dove anche la casa rifugio è stata chiusa e dove i progetti per i bambini vengono finanziati da privati". Catania, "dove ormai si vive alla giornata, in quanto gli enti locali fanno finta di non riconoscere il problema, e dove già nel 2007 è stata chiusa la casa rifugio". Roma, "dove il centro Lisa non ha più i soldi per pagare l'affitto ed è sotto sfratto perché l'Ater non riconosce lo scopo sociale della Onlus e quindi non dà la possibilità di riduzione del canone malgrado la tipologia di lavoro che viene svolto. Gorizia, "dove i finanziamenti sono stati drasticamente tagliati" e, infine, anche Cosenza, "dove l'anno scorso è già stata chiusa la casa rifugio e dove si attende l'esito del bando regionale che è stato presentato dopo un periodo di assenza totale di qualsiasi sostegno pubblico".

Tra moglie e marito non mettere il dito. Il nodo è nel familismo. "Il governo attuale ha inaugurato una politica volta alla mediazione all'interno della famiglia. Si spinge - spiega Lanzoni - affinché le donne vittime di violenza restino in casa, risolvano i problemi assieme all'uomo. Ma, a quanto pare, non leggono nemmeno le statistiche 3. Una politica così è fallimentare". Non solo. "Il governo non riconosce più la differenza tra la violenza sulle donne e quella sugli esseri umani in generale. La tendenza - continua la Lanzoni - è ad annullare l'approccio di genere. Vorrebbero parlare di diritti umani in generale, ma non capiscono che il problema femminile è specifico".

Il problema è politico dunque. Quei 18 milioni sarebbero dovuti servire per implementare gli sportelli già esistenti e costruirne di nuovi nelle Regioni dove ancora mancano strutture di accoglienza per le donne in difficoltà. In Molise, per esempio. Anche in questo caso, si era parlato di progetti, di aprire bandi e destinare parte delle somme a scopi specifici. E invece, "il Governo e gli enti locali italiani continuano a tagliare fondi su un problema che non è né individuale né di sicurezza ma collettivo e di informazione, e su cui lo stesso Parlamento Europeo ha dato chiare direttive sul sostegno degli Stati Membri alle Ong che gestiscono i centri antiviolenza attivi sul territorio".

Servono risorse. Sì, ma quante? "Dipende dalle dimensioni del Centro, ma per Latina, un piccolo centro rispetto ad altri, direi quasi 200mila euro l'anno". Il ragionamento però può essere ribaltato. Quanto costa allo Stato non intervenire? "Le donne che cercano assistenza - riprende la Lanzoni - sono spesso pagate in nero, non hanno reddito ma figli a carico. Insomma, sono persone legate all'assistenza a tutto tondo, ai servizi sociali, alle Asl. Il che pesa sul budget statale. Se invece dessero spazio ai centri e agli operatori, parte del lavoro potremmo accollarlo noi. Così anche le spese statali si ridurrebbero".

Manca il riconoscimento. Invece, oltre ai quattrini, manca il riconoscimento. "Non riconoscono il lavoro degli operatori dei centri anti-violenza. Il governo tende a spostare i compiti dai nostri centri agli istituti di suore. Niente di male, ma qui noi lavoriamo per una causa. Almeno, chiude la Lanzoni, ci facciano sapere se hanno un piano per il futuro".

QUANDO 60.000 € SONO POCHI

LINK
Ma come mai le punizioni restano sempre un passo indietro ai danni inflitti?
Ormai sono passati mesi, tutto si è concluso, gli esiti sono noti, e allora a che serve tutto ciò? Un deterrente? Perché secondo voi che cosa sono per la Endemol 60.000€? Gocce nel mare.
Eppure credo ancora nelle giustizia terrestre nel poter fare comunque qualcosa contro abusi e soprusi, anche se mi sembra che la lezione sia che più grossa la fai, più la scampi...

CORSO AVANZATO 2

giovedì 21 luglio 2011

Quando si entra in un rotatoria si mette la freccia a SINISTRA e ci si sposta nella corsia CENTRALE.


NON SI MARCIA NELLA CORSIA ESTERNA!!!

CORSO AVANZATO 1

Quando si entra in una "rotonda", se non diversamente indicato, bisogna
DARE LA PRECEDENZA A CHI SI TROVA NELLA ROTATORIA

LE BASI 2

In assenza di segnaletica bisogna
DARE LA PRECEDENZA A CHI PROVIENE DA DESTRA
 

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